L’asilo parrocchiale: un patrimonio per Varallo

Oggi, attraverso un’ intervista che ho fatto poche settimane fa, vorrei ricostruire la storia dell’asilo “San Vincenzo”.
A parlarcene sono Suor Maria Vittoria Aldeghi (appena partita per Roma, dove ha raggiunto la casa generale ) e Suor Maria Grazia Cavagna, Madre Superiora del convento di Santa Maria delle Grazie dal 2006:
”le prime suore della nostra congregazione ad occuparsi dell’asilo furono Suor Diomira, Suor Giovanna e Suor Arcangela, nel lontano 14 settembre del 1978.
Queste suore però non avevano una locazione, andavano ogni giorno dal convento fino all’asilo.
Nel 1986 per volontà delle Suore di Santa Giovanna Antida, che gestivano l’asilo, venne costruito un appartamento sopra la cappella, per permettere alle suore che si occupavano di queste attività di pernottare.
Quando poi lo stabile venne venduto, l’asilo e il piccolo appartamento vennero lasciati in dono alla parrocchia di San Gaudenzio che aveva come parroco Don Ercole Scolari.
Rimase solo una Suora della precedente congregazione, Suor Ercolina, che aiutava nell’assistenza prima e dopo l’orario scolastico.
Le suore che prestavano servizio solitamente erano tre; le ultime sono state Suor Maria Rosa, Suor Maria Angelica e Suor Vittoria, per l’appunto.
In particolare tra il 1983 e il 1992 ha prestato servizio anche Suor Maria Grazia Cavagna.
Quindi tra 1978 e il 2018, per più di quarant’anni le suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote hanno prestato un indispensabile servizio alla parrocchia.
Per tutto questo tempo quindi, i bambini nella fascia tra i tre e i sei anni hanno avuto la possibilità di ricevere una formazione cattolica nel periodo più delicato della crescita”.

(Nella foto i bambini in gita al Sacro Monte)

Loris Terrafino

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La Consegna del Vangelo

‘Predicate sempre il Vangelo, e se fosse necessario anche con le parole’.
La mattina di Domenica 11 Novembre 2018, durante la santa Messa delle ore 11.00 in Collegiata è stato consegnato, come è tradizione nella nostra Parrocchia, il santo Vangelo ai bimbi ed alle bimbe del Catechismo di terza elementare.
È una prima tappa importante per loro all’inizio del secondo anno di frequenza del Catechismo; d’ora in poi – e fino alla Cresima – ogni incontro di Catechismo in Oratorio si aprirà con un momento di lettura del Vangelo domenicale; ci auguriamo che il Vangelo trovi sempre – anche dopo la Cresima – uno spazio nella vita di ognuno di loro per la riflessione e la meditazione.
È un invito anche agli adulti: ricordare che il Signore ci ha messo in mano questo libro d’oro per la nostra felicità e papa Francesco ce lo ha anche ricordato: Evangelii Gaudium!
Riportiamo la storiella conclusiva dell’omilia ispirata alla vita di san Francesco che soleva ripetere: Predicate sempre il Vangelo, e se fosse necessario anche con le parole (Fonti Francescane, 43).
Un giorno, uscendo dal convento, san Francesco incontrò frate Ginepro. Era un frate semplice e buono e san Francesco gli voleva molto bene. Incontrandolo gli disse: “Frate Ginepro, vieni, andiamo a predicare”. “Padre mio” rispose, “sai che ho poca istruzione. Come potrei parlare alla gente?”. Ma poiché san Francesco insisteva, frate Ginepro acconsentì. Girarono per tutta la città, pregando in silenzio per tutti coloro che lavoravano nelle botteghe e negli orti. Sorrisero ai bambini, specialmente a quelli più poveri. Scambiarono qualche parola con i più anziani. Accarezzarono i malati. Aiutarono una donna a portare un pesante recipiente pieno d’acqua. Dopo aver attraversato più volte tutta la città, san Francesco disse: “Frate Ginepro, è ora di tornare al convento”. “E la nostra predica?”. “L’abbiamo fatta… L’abbiamo fatta” rispose sorridendo il santo. Se hai in tasca il profumo del muschio non hai bisogno di raccontarlo a tutti. Il profumo parlerà in tua vece. La predica migliore sei tu.

Don GG

Incontro coi genitori

Venerdì 09 Novembre alle 20.45 in Oratorio ci sarà un incontro per tutti i genitori dei bambini e dei ragazzi dei gruppi di Catechismo parrocchiale. Dopo un’introduzione comune ed una preghiera proposta dal Prevosto don Roberto ogni gruppo di Catechisti e Catechiste incontrerà i Genitori divisi per annate.
Durante l’incontro Catechisti e Genitori si confronteranno su alcune tematiche e verrà illustrato il percorso dell’anno con gli appuntamenti relativi. Ricordiamo le date dei Sacramenti a Varallo: sabato 06 Aprile ci sarà la Festa del Perdono (prima Confessione); Domenica 05 Maggio la Prima Comunione; Domenica 19 Maggio la Cresima.
Da parte nostra siamo molto contenti di come l’anno catechistico abbia preso l’avvio nella grande confidenza dei Genitori e con la gioiosa partecipazione dei bambini e ragazzi.

Don Gg

Stringiamoci la mano:

Oggi utilizziamo questo gesto, una stretta di mano, in numerose occasioni come nelle presentazioni, nel saluto, nel ringraziare… , situazioni relegate per la maggior parte alla sfera formale, non privata né familiare. Dico ciò per far notare come durante la diffusione e la storia di questa pratica, già nota presso i Babilonesi 4000 anni fa, essa si sia evoluta e trasformata in modi diametralmente opposti. Presso greci e romani infatti la stretta di mano era praticata all’interno della sfera privata, intima, familiare e anche in seguito, dopo la caduta dell’impero romano, essa simboleggiava l’espressione della piena fiducia nei confronti di chi si incontrava. Oggi ha perso ogni valenza, ogni “sacralità”, oggi stringiamo la mano solo agli sconosciuti o a coloro dei quali non ci fidiamo, dimenticando il “mi fido di te” che dovrebbe accompagnare l’incontro con l’altra mano.

Matilde Rizzi

Vogliamo andare insieme in alto?

La mattina di Domenica 14 Ottobre con la santa Messa in Collegiata sono riprese le attività oratoriali a Sottoriva: Catechismo, Just Grest, Gruppi Animatori e Grest Invernale.
Una mongolfiera per volare in alto ed un cammello recalcitrante sono stati i simboli tratti dal Vangelo e che durante la Messa hanno ispirato la benedizione ai bambini ed il mandato a Catechisti ed Animatori.
Ecco la storiella proposta durante l’omelia: «Lo sai che siamo andati in cielo?» Così mi ha detto un giorno un bambino correndomi incontro con la gioia negli occhi. Il papà mi ha poi raccontato che erano appena tornati da una mostra di mongolfiere.
Una mongolfiera per ottenere la forza necessaria a sollevarsi da terra, utilizza aria calda. Vola perché l’aria calda è più leggera dell’aria circostante e questo determina una spinta verso l’alto. Quindi se maggiore è il calore, più in alto si può volare… Chiaramente quando si vuole scendere basta raffreddare l’aria contenuta dal pallone e ci si trova nuovamente a terra.
Una mongolfiera è sé stessa quando vola e funziona il meccanismo di riscaldamento, più o meno intenso a seconda dell’altezza che vuole ottenere o raggiungere per il suo volo. Da questo dipende anche l’abbassarsi o l’innalzarsi delle persone che a lei si affidano.
È vero, siamo fatti per volare! Siamo fatti per amarci l’un l’altro. Per mantenere la gioia del cielo ed evitare il deprimente ritorno a terra basta custodire e alimentare in Oratorio a Sottoriva oppure in famiglia il calore del fuoco che Gesù ha portato. Può spegnersi, ma per non perdere quota basta riaccendere subito la fiamma attingendo ai Sacramenti ed alla fraternità.
Abbiamo davanti un ricco anno di vita oratoriale.
Vogliamo andare insieme in alto?

Cordialmente

Don Gg

Sette cose che non sai sulla cappella di Loreto:

1. Il nome della cappella deriva dal fatto che le dimensioni e la forma sono identiche a quelle della casa di Maria a Nazareth, trasportata a Loreto dagli angeli. Manca infatti un’entrata in facciata e sono presenti invece due entrate laterali.

2. Di fianco alla cappella, risalente alla fine del 1400, era posta la forca, luogo di esecuzioni capitali fino al 1800.

3. Di fronte alla cappella i Varallesi combatterono due battaglie: la prima nel 1518 contro i paesi della bassa valle, la seconda nel 1555 contro Cesare Maggi, generale di Carlo V.

4. Tutti gli artisti che vi lavorarono tentarono di imitare Gaudenzio Ferrari, tuttavia senza riuscire a raggiungerlo.

5. La statua realizzata da Gaudenzio, posta sopra l’altare, rappresenta la Madonna del Latte, soggetto poi considerato apocrifo dalla Controriforma.

6. La cappella, all’epoca della realizzazione, doveva risultare estremamente moderna: a pochi anni dalla scoperta della Domus Aurea, Gaudenzio aveva già inserito grottesche e decorazioni all’antica.

7. Tra i dannati della volta del portico, raffigurante il Giudizio Universale, ve n’è uno uguale a un dannato dipinto da Michelangelo nella Cappella Sistina.

Micol Sacchi

Papa Francesco – Un uomo di parola

Papa Francesco – Un uomo di parola Regista: Wiln Wenders
Cast: Papa Francesco, Joe Biden, Daniele De Angelis, Carlo Falconetti, Evo Morales, Ignazio Oliva, Paul Ryan
In visione esclusiva a Sottoriva il 5-6-7 ottobre, il nuovo film su Papa Francesco non vuole essere un documentario biografico quanto un percorso personale insieme a lui; vengono sì ripercorsi i momenti più importanti dei suoi sei anni di Pontificato, dall’elezione del primo Papa sudamericano ai tentativi di cambiare alcuni rituali poco francescani; ma centrale è il manifesto del suo pensiero, nel quale emerge soprattutto la necessità e la volontà di ritornare ai valori fondativi del Cristianesimo, di leggere ciò che ci circonda alla luce del l’autenticità del Vangelo. Sono le sue parole e i suoi pensieri, raccolti in numerose interviste, che guidano la narrazione, la quale spazia tra i più vasti argomenti con grande chiarezza, confermando ogni volta che la fede non la si propaganda ma la si vive e se la si vive si propaganda da sé.
Per vedere il trailer
Clicca qui: https://youtu.be/zIuQ3-zsnc0


Matilde Rizzi

La Parrocchia di San Gaudenzio saluta Suor Vittoria

Piena di affetto, di amore e di commozione.
Questa potrebbe essere la descrizione della collegiata di San Gaudenzio, che durante la messa domenicale ha visto partecipi moltissimi bambini, venuti per salutare Suor Maria Vittoria Aldeghi.
L’ottantunenne Suor Vittoria, da 10 anni si occupava del catechismo all’oratorio “Giulio Pastore” e della scuola materna “San Vincenzo”.
Nata a Triuggio (in provincia di Monza-Brianza), da giovane era già stata a Varallo per la sua formazione, ospite presso l’Istituto di Madre Margherita Maria Guaini, dove tutt’ora, tutte le suore legate a questa congregazione, trascorrono un periodo della loro vita.
Successivamente ha trascorso prima un periodo a Quarna, occupandosi di una scuola materna, poi a Senorbi (in provincia di Cagliari), dove è rimasta 10 anni, e infine nel Milanese, dove le suore hanno diverse case.
Ora si trasferirà a Roma, presso la Casa Generale, per aiutare le suore novizie provenienti dall’estero, che devono imparare la lingua e la spiritualità della congregazione.
A Varallo arriveranno nei prossimi mesi altre due suore, che però non si occuperanno dell’asilo, che quindi pur rimanendo parrocchiale, sarà gestito da laici, ad esclusione di Suor Linnette, che si occuperà un paio di giorni a settimana, dell’insegnamento della religione e dell’animazione.
Dopo la celebrazione domenicale, a cui hanno partecipato moltissimi bambini, che le hanno fatto alcuni doni, accompagnati dalle loro famiglie, c’è stato un piccolo rinfresco presso la vicina sede dell’asilo parrocchiale.
Il prevosto, Don Roberto Collarini, si è detto a nome di tutta la parrocchia grato e riconoscente per tutti i suoi servigi, augurandole di proseguire il proprio cammino nel migliore dei modi.

Loris Terrafino

Lourdes 2018: ecco cosa abbiamo imparato

Tutti i pellegrini di ritorno da Lourdes, ogni anno, sembrano non riuscire a esprimere le sensazioni provate durante i giorni di viaggio. Ciò può sembrare strano a coloro che non hanno mai vissuto un’esperienza di questo tipo. Noi animatori dell’oratorio di Varallo, quest’estate, dal 23 al 29 agosto, abbiamo avuto l’opportunità, e la fortuna, di vivere e cogliere davvero l’inafferrabilità dell’atmosfera percepibile a Lourdes. Risulta difficile esprimere a parole questa bellissima esperienza: sono i fatti che parlano. Imboccare un ammalato, aiutarlo a tagliare un pezzo di carne, farlo sedere; accompagnare un anziano a baciare la mano della Madonna e i piedi di Gesù; portare il caffè a un uomo che non può alzarsi. Sono piccole azioni, certo, ma ci hanno aiutato a capire quanto siamo fortunati, quanto vane e assurde siano le nostre lamentele. Ci hanno mostrato quanto conforto dà la Fede nei momenti di difficoltà e quanta forza Maria sa infondere in coloro che la invocano. Ma la cosa più importante che abbiamo capito in questa esperienza è questa: grazie al nostro aiuto, seppur piccolo, altre persone possono sentirsi più felici, più comprese e meno sole.

Micol Sacchi

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